opere Maria Rachele Branca


biografia

Maria Rachele Branca 
Dati

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Maria Rachele Branca 

27-06-1965
Tel 0827-603031
Cell 3392848438
rachele@mariarachelebranca.it
www.mariarachelebranca.it

Studio: Sierro dell’Aurora 2bis  - 83043  Bagnoli Irpino (AV)

Profilo Professionale:  scultrice e ceramista

Istruzione
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1986
Laurea in Scultura con il massimo dei voti (90/90) conseguita presso l'Accademia  di Belle Arti di Firenze. Tesi in Storia dell'Arte dal titolo Il Coro ligneo di Bagnoli Irpino. Relatori: prof. Vincenzo Bianchi e prof. Franco Franchi.

1982 
Diploma di  Maestro d'Arte nella sezione Ceramica dell' "Istituto Statale d'Arte" di Firenze.

Esposizioni - scultura
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2009
Mostra collettiva
Far rinascere il laceno d’oro a Bagnoli Irpino curatore felice storti
Centro studi Giordano Bruno Castelfranci (AV)

2008
“Ironia ed energia” a cura di Vittorio Iannino
Associazione intorno alla musica e all’arte

Mostra collettiva
“L’anno nuovo”  curatore Felice Storti
Centro studi Giordano Bruno
Castelfranci (AV)

Mostra collettiva
“Il laceno d’oro e il neorealismo in irpinia “curatore Felice Storti
Centro studi Giordano bruni Castelfranci  ( AV)

Mostra collettiva
“Colori e forme per l’Annunziata”  curatore Tony Salvo
Associazione colturale Orine- Comune di Prata P.U. Presidenza del consiglio provinciale di Avellino.

2007
Mostra collettiva
La terra promessa  curatorore Felice Storti
Centro studi Giordano Bruno
Castelfranci (AV)

Mostra collettiva”
“Carlo Gesualdo omicida fra storia e mito curatore Felice Storti
Centro studi Giordano Bruno
Castelfranci (AV)

1° mostra internazionale d’ arte contemporanea
“cento ed oltre…..messaggi di pace” curatore Carmine Prudente
Palazzo Arcivescovile Nusco (AV)

Mostra collettiva
Il Brigantaggio in Irpinia curatore Felice Storti
Castelfranci (AV)

2003
Mostra di Maria Rachele Branca
Meditazioni Materia E’\E Spirito
Curatrice Pamela Borriello
Avellino

Nell’Europa del terzo millennioArte e solidarietà, curatore Carmine Prudente  Nusco (AV).
Opere di: Branca, Musto, Storti, Vallifuoco, Salvo e Spinello.

Rassegna d’arte contemporanea, a cura della Associazione culturale "Ninni", Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Cassano Irpino (AV). Opere di: Branca, Musto, Storti, Vallifuoco, Salvo e Spinello.

2002
Laceno Rock Festival curatore Luca De Marco manifestazione di musica rock ed arte,  Bagnoli Irpino (AV).

 “Elisir Art Gallery”: Mentana (Roma), Mola di Bari (BA), Altopascio (LU)

2001
Laceno Rock Festival curatore Luca De Marco manifestazione di musica rock ed arte,  Bagnoli Irpino (AV).

2000
Laceno Rock Festival curatore Luca De Marco manifestazione di musica rock ed arte,  Bagnoli Irpino (AV).

1999
Zooster,curatore Gianni Fiorentino Musica rock e arte contemporanea, Paternopoli (Avellino)

 1996
La memoria, nell’ambito di “Irpinia Estate 1996”, a cura dell'Associazione “Castellarte”, Mercogliano (Avellino).

1993
Cantiere Aperto , curatore Gabriella Aulisa, Bagnoli Irpino (AV).

Premio "Giordano Bruno", "Rassegna Internazionale Dell'Acqua", Campagna
(Salerno).

Agibile”, Cairano (Avellino)

1992
Il linguaggio della differenza, curatore Claudio Bozzaotra, Laceno (Avellino). Con il patrocinio del Comune di Bagnoli Irpino e della Comunità Montana di Terminio-Cervialto,

1986
Arte nel Verde,  Villa il Ventaglio, a cura del "Gruppo Donatello" e con il patrocinio del Comune di Firenze e del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, Firenze

Ex libro Pacis , Museo della Mail Art, a cura del prof. Vincenzo Bianchi, Montecarotto (Ancona)

“Il Labirinto del colore", a cura del prof. Vincenzo Bianchi, Accademia di Belle Arti, Firenze

1985
Premio Senigallia, il cronista dell'anno,  a cura del prof.Vincenzo Bianchi, Palazzetto "Baviera",  Senigallia (Ancona)

 1984
” Le Cera-amiche” curatore Giuseppe Dell’Angelo Palazzo Chieffo" di Bagnoli Irpino (Av)

1981
Collettiva presso l'Istituto Tecnico Industriale Statale "A. Volta" , Bagnoli Irpino (Avellino)

Esposizioni  - ceramica
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2006
Expo Calitri

2007
Vetrina del territorio
Comunita’ montana Terminio Cervialto
Nusco (AV)

2008
Ceramiche artistiche
Associazione Donne in campo
Carcere Borbonico (AV)

Fiera dell’artigianato
Milano Rho

Le donne del Borgo Terminio Cervialto
Sala mostra cantina I Feudi di San Gregorio

2004
Rachele Branca, happy hour presso lo spazio espositivo della Duesseimbottiti  Bivio di Morra De Sanctis (Av)

2003
L’ artigianato artistico, palazzo vescovile, Festa di Sant’ Antuono, patrocinato dal comune di Nusco (Av)

1999
L’ artigianato artistico, palazzo vescovile, Festa di Sant’ Antuono, patrocinato dal comune di Nusco (Av)

Arts Laborandi, curatore Agnello Stoia,San Francesco a Folloni, Montella  (Av).

1998
Arte e Artigianato, Santa Paolina (AV)

Ceramiche artistiche, Carcere Borbonico di Avellino, Festa Provinciale de l’Unità, Avellino

1997
Giullarte, curatore Alberta De Simone,  con il patrocinio del comune di Atripalda, Atripalda (AV)

“Castellarte”, V Rassegna Internazionale di Artisti in Strada curatore Claudia Iandolo, Capocastello Mercogliano (AV)

1992
Ceramica Artistica, curatore Valentino ChieffoPalazzo Chieffo di Bagnoli Irpino (Av)

 1991
Expo, Avellino

Opere in collezione permanente
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2005
Ristorante La casa di Tronola “Tronola”
,pannello in terracotta patinata e dorata Lagolaceno (AV)

2002
Chiesa di Santa Maria Assunta, “Don Remigio Maria Jandoli“, bronzo, Bagnoli Irpino (AV)

1987
Amministrazione provinciale di Avellino, “ Nuda “carboncino su carta.

1989
Ristorante il Fauno, “Il Fauno”, gruppo scultoreo in cemento, Lagolaceno, (AV)

1998
Comune di Bagnoli, “Tommaso Aulisa”, bronzo, ingresso parco pubblico Aulisa Bagnoli Irpino, (AV)

1997
Casa Infante  “L’angelo”, pannello terracotta, Nettuno (Roma)

1994
Casa Scozzafava “Amazzoni”, gruppo scultoreo in cemento, Cesinali Av

1986
Rocca Roveresca,  “Torso di donna”, gruppo scultoreo, Senigallia Ancona.

1986
Ex Libro Pacis,  progetti degli allievi dell’accademia di Firenze curatore Vincenzo Bianchi

Attività di Restauro
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1993  
Restauro di elementi lapidei della Chiesa "Santa Maria Assunta" di Bagnoli Irpino (AV) in collaborazione con il Consorzio "R.E.C.O." di Roma

1992
Recupero dell'artigianato locale di materiali lapidei e del ferro battuto di Castelnuovo di Conza (Sa) in  collaborazione con la cooperativa "Sviluppo e Solidarietà"

1989-90
Collaborazione al completamento del restauro della facciata di "Santa Croce" di Lecce

 1989
Restauro di "Stele preistoriche" presso lo scavo archeologico di Saint Martine de Corleons ad Aosta

1988-89
Restauro della facciata barocca della chiesa di "S. Croce" di Lecce

1988
Restauro del "Sarcofago di Rapolla" II° secolo d.c. presso il castello di Melfi (Pz)

1987
Apprendistato per il recupero delle opere artistiche del museo di S.
Francesco a Folloni di Montella (Av)


recensioni

Matteo Francesco Chini
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Contrariamente a quello che comunemente si crede vi sono oggi moltissimi artisti di grande bravura in Italia. Alcuni di loro sono addirittura geniali, altri potenti e altri ancora promettenti o in cerca di uno stile più maturo. Tra di loro soltanto alcuni riescono, usando solo pochi tratti di matita o di pennello, a stabilire un contatto immediato con il pubblico e a commuoverlo. Questi ultimi hanno raggiunto una sicurezza che permette loro di poter esprimere anche con pochi mezzi - a volte solo con una frase, un discorso o uno sguardo –  contenuti assai profondi.
Ma ve ne sono altrettanti, purtroppo, che non riescono ad emozionarci e appassionarci anche se posseggono una grande maestria e una indiscutibile capacità di esecuzione. Viene anzi il dubbio che più essi sfoggiano questa loro perizia, più nascondono una imbarazzante incapacità a trasmettere in modo convincente un sentimento o un'idea. La tecnica talvolta sorprendente con la quale ammantano la loro difficoltà aumenta solo la confusione, come una cortina fumogena disorienta la folla e la disperde per le strade. Tuttavia la storia – e talvolta anche il pubblico e la critica – alla fine preferisce sempre i primi: coloro che riescono a trasmettere un'immagine o un pensiero in modo chiaro e che possiedono la virtù di saper dire in modo semplice cose complicate.

E' questa la difficile strada che sta percorrendo anche Rachele Branca fin da quando nel 1996 ha brillantemente concluso i suoi studi all'Accademia di Firenze. In questa storica istituzione di alta cultura essa ha appreso con ottimi risultati l'abilità plastica e tutte le conoscenze specifiche dell'arte della scultura seguendo un insegnamento tradizionale ma utilissimo.
In questi ultimi anni però - stimolata  forse anche dall'uso di nuovi materiali come la ceramica e la terracotta - Rachele ha iniziato una nuova ricerca. Il suo è uno sforzo faticoso e consapevole verso l'abbreviazione dell'espressione, la ricerca di una sintesi della forma che riassuma in moduli quasi geometrici la rappresentazione dei temi che la interessavano. Lo stesso Picasso d'altronde diceva che gli era servito molto più tempo a dimenticare le regole delle "Belle Arti" rispetto a quello che aveva speso a studiarne alla perfezione i fondamenti.

Andare dritti al cuore delle cose e all'animo dello spettatore è molto più difficile che incantare il pubblico con i mezzi consueti della tradizione. Il dono della sintesi e la capacità di concepire in modo unitario un oggetto sono valori fondamentali. E questi sono insegnamenti che tutta l'arte moderna del Novecento ha trasmesso a noi contemporanei, insegnamenti a cui ha contribuito anche e non poco la conoscenza del nostro "artigianato" e delle arti cosiddette "primitive", africane e orientali.  Ma anche qui Picasso docet come sappiamo tutti.

L'abolizione di ogni pretenzioso barocchismo e di ogni inutile virtuosismo  appartiene a una storia che attraversa ogni campo della creatività. Una storia che investe – ad esempio – la scultura di Brancusi e tutto il campo dell'architettura razionalista. E' nota infatti la celebre (ma spesso fraintesa)  battuta dell'ultimo direttore del Bauhaus, Mies van der Rohe, che riassumeva in un lapidario "Less is more" – letteralmente "il meno è più" - il valore assoluto della struttura su ogni dettaglio accessorio. E' più importante cioè il buon funzionamento di un modulo abitativo rispetto agli ornamenti che ne possono decorare facciata.

Perciò nella ricerca di Rachele Branca appaiono più convincenti i lavori recenti, quelli in cui la scultrice abbandona l'apertura dello spazio e il trattamento materico della superficie, per ricercare invece la massima semplicità e la concentrazione della forma. Troviamo così una forte essenzialità strutturale nella Civetta (1993)e nel Falco blu (2002) mentre vi è una decisa tensione verticale e simbolica - oltre che esistenziale e biografica - nell'Inchiodata (2002). Una ripresa della riduzione a schemi immediati e l'uso di modelli primitivi sembra invece costituire il riferimento implicito di lavori come Toro (2003)o Cavallo (2002) e che trovano nella Scacchiera (omaggio a Paolo Uccello) (1996) il loro precedente e la loro fonte.
In questi ultimi lavori in terracotta è da sottolineare ancora la crescente riduzione  nell'uso del colore, riduzione che sfiora quasi il monocromo. Parafrasando Matisse un rosso è più rosso quando copre una grande superficie che quando è applicato sopra una piccola porzione dell'immagine.
Ma un altro debito che appare evidente è proprio quello che spinge Rachele verso immagini archetipiche, simboli generali, stereotipi che possano funzionare al di là di ogni particolarismo culturale. Concentrare l'energia della forma significa infatti andare alla ricerca di valori più universali e traducibili, sforzarsi di creare immagini comprensibili in modo immediato, a colpo d'occhio, come fa un oggetto artigianale d'uso o una scultura neolitica.

Perciò anche le opere più scolastiche - il torso di ragazzo che appare in Gloria (1985) e che ricorda il non finito del pistoiese Marino Marini o le Amazzoni (1993) in cui sembra di scorgere l'influenza del grande Francesco Messina – hanno il valore di anticipazioni di una ricerca più astratta e geometrizzante ben espressa da Trinacria (1998) in cui il corpo femminile si sviluppa in un vortice di curve di immediata sensualità.

Un'ultima considerazione riguarda i materiali usati dalla scultrice e ci viene suggerita da una delle sue opere più particolari che appartiene ad una serie di vari pezzi. Il toro blu (2002) dal colore deciso e uniforme che gira la testa in modo quasi minaccioso. Attorno all'animale il paesaggio è tagliato in grandi scaglie di colori piatti e densi. Questo simbolismo sentimentale - simile a quello con cui l'espressionista tedesco Franz Marc dipingeva i suoi cavalli – contrasta con lo sfondo violento e frammentato in modo quasi cubista. Mentre l'uso di un materiale poroso e ruvido come la terracotta amplifica la forza dell'immagine e quella della bestia, le conferisce potenza e una certa dignità.

Eppure non è raro incontrare ancora oggi amatori d'arte e collezionisti che legano l'importanza di un lavoro all'uso di materiali preziosi. Il bronzo e il marmo innanzitutto. Essi hanno in poca o nessuna considerazione materiali "poveri" come il legno, gesso, la cera, l'argilla o la terracotta. Nonostante l'opera di artisti come Fontana o Melotti affermi chiaramente che il materiale artistico deve essere coerente soltanto con l'idea e con l'emozione che l'artista vuole esprimere.

Dai frutti di questa sincera e paziente ricerca ci auguriamo di vedere presto nuove direzioni, molteplici e diverse come lo è da sempre il linguaggio di Rachele. Speriamo di vederla continuare senza esitazione per la sua strada usando sia la scultura che la ceramica con la stessa considerazione, lo stesso impegno e la stessa capacità che ha dimostrato finora.

Matteo Francesco Chini


pubblicazioni

Pappa Storie: In Irpinia con la forchetta. Filomena Palatucci- Vittorio Vigilante, Delta 3 edizioni .  Giugno 2010 .........leggi

Il Monte, Maria Rachele branca artista Bagnolese. Jolanda Dello Buono, Aprile 2010 .........leggi

Il Mattino, “Montella, la terracotta ed il legno di Rachele Branca ed <<Artemisia>>”, 19 Agosto 2009 .........leggi

Catalogo, Maria Rachele Branca.  Gennaio 2009 .........leggi

Dove, “Gli itinerari di Dove: Campania”.  Carlos Solito. Novembre 2008

Il Mattino, “Ironia ed energia”  - Agosto 2008

Guida ai sentieri del gusto e del fare, Gal Verde Irpinia - ATI. Aprile 2008

VenerEfesto, Le bellezze dell’artigianato artistico in Irpinia, a cura di Ettore Mocella e Nicola Tronfio.  Aprile 2008 .........leggi

Colori e forme per L’Annunziata, a cura di Toni Salvo. Marzo 2008

CeramicArte,  a cura di Enza Cubelli. Dicembre 2007

Il Mattino, Meditazioni Materia E’\E Spirito. Dicembre 2004

Il Denaro, (giornale economico del Sud Italia)  R. BrancaVasi irpini per intenditori USA. Emilia Filocamo Aprile 2007

Rai1, realizzazione del premio per la trasmissione “Premio S.Rocco per la medicina ricerca e solidarietà”. Settembre 2004

Corriere dell’Irpinia “Nell’Europa del terzo millennio, arte e solidarietà”.  Agosto 2003

Ottopagine “Scultura”,  16 Dicembre 2003

Il Mattino, “Agibile “, 29 Dicembre 1993.

Senza titolo (periodico di informazione  d’arte e design) ”Maria Rachele Branca”
anno3° n. 05 pag 146.